Volontariato all’OSGB Cup

Passione, impegno, disponibilità, gratuità. E restituzione di quanto ricevuto in un passato magari lontano eppure bene impresso in chi al termine di una settimana di lavoro e di impegni familiari non esita a indossare la maglietta d’ordinanza “magna e tas!”, per trascorrere il tempo libero nella cucina dell’Osgb Cup.

L’esercito composto da una cinquantina di volontari della polisportiva che fino al primo weekend di luglio trasforma i fine settimana dell’oratorio di Merate in una arena sportiva un’infinità di partite di calcio e volley, si muove con rodata esperienza da trasmettere ai nuovi arrivati.

Patatine fritte, salamelle, alette di pollo, melanzane, birra, panini per tutti i gusti sono cucinati da Francesco Sala e Simona Rigoni con lo stesso impegno con cui preparano a casa primi piatti – assicurano – meritevoli di bis.

Francesco e Simona sono due meratesi che indossano i panni di quei volontari che sono il motore dell’Osgb. Lui è un ingegnere della Pirelli con lunghi trascorsi professionali anche a Mosca, e
un’attività quotidiana che lo porta a confrontarsi ad ogni angolo del globo. Lei è baby sitter, catechista, impegnata anche nel direttivo della Polisportiva. Lui ha iniziato a giocare a pallavolo in oratorio nel 1985 quando era ragazzino, ai primi passi dell’Osgb. Lei ha accompagnato la figlia a pallavolo per poi finire coinvolta nell’attività della società.

Francesco si definisce “aiuto cuciniere” e quando parla del suo essere volontario non può non guardare alla foto che ritrae insieme Beppe e Luigi, due colonne della Polisportiva che ci hanno lasciato in tempi recenti. “Ritengo – dice – che il mio essere volontario sia il minimo per restituire quanto ricevuto. Evidentemente è stato fatto molto da chi si è impegnato prima di noi; la risposta arriva da quattrocento ragazze e ragazzi che frequentano le attività. Chi ha fatto i primi passi è partito da zero fino a creare una comunità viva e propositiva all’interno dell’oratorio di Merate”.

Con il volontariato che è diventato fondamentale. “E’ una questione di volontà, non di tempo poco o tanto a disposizione – aggiunge Francesco – Io, ad esempio, non riesco a esserci sempre tutte le settimane. Però se posso aggiungo volentieri il mio pezzetto, e credo che tutti possano farlo senza particolari rinunce. Credo che il volontariato in una realtà come la nostra possa combinare qualità e disponibilità, permettendo così al gruppo dirigente di sviluppare le adeguate competenze. Fare le cose bene è il nostro compito, e la migliore testimonianza verso i più giovani perfettamente capaci di apprezzare una disponibilità genuina, intesa a trasmettere quanto ricevuto”.

Parole condivise da Simona che – come detto – all’oratorio è impegnata su entrambi in fronti. Difficili da conciliare? “Non può essere difficile conciliare le attività dell’oratorio con quelle dell’Osgb anche se in certi periodi dell’anno occorre una programmazione molto dettagliata per salvaguardare i vari impegni”. E la partecipazione? “Negli anni abbiamo visto una maggiore presenza di ragazze e ragazzi che arrivano da fuori rispetto a chi frequenta l’oratorio. L’attenzione c’è sempre per tutti. Tuttavia, proprio sul fronte dei volontari, non mi sfuggono le nuove disponibilità di giovanissimi che vogliono mettersi alla prova e dare una mano. Non ve la sentite di venire da soli perché non conoscete nessuno? Portate un amico con cui condividere l’impegno. E vi posso assicurare che qui non ci si annoia di certo”.

E in cambio, cosa trovano? “Amicizia, gratificazione, divertimento e confronto con persone più adulte e coetanei con cui creare nuove amicizie. Il segreto è l’accoglienza e la disponibilità reciproca a dare una mano all’Osgb. Ma c’è anche la necessità di arricchire sempre più la partecipazione anche per permettere il ricambio con chi è stanco e ha già dato. Per questo occorre trovare sempre nuova linfa
per alimentare la nostra polisportiva”.